Fisco

Sugar tax e plastic tax rinviate al 2027: cosa cambia per chi distribuisce

Calendario 2027 e monete: il rinvio di sugar tax e plastic tax

È l'ottavo rinvio dal 2020. Sugar tax e plastic tax slittano al 1° gennaio 2027, e per un distributore di bevande la notizia non è «se ne riparla», ma «c'è un anno per farsi trovare pronti».

Il rinvio in due righe

La Legge di Bilancio 2026 ha differito l'entrata in vigore di plastic tax e sugar tax al 1° gennaio 2027. Le due imposte erano state introdotte con la manovra del 2020 e da allora non sono mai diventate operative: ogni anno una nuova proroga, al punto che diversi osservatori leggono il differimento come l'anticamera di un'abrogazione.

Restano però scritte nella norma, con aliquote definite. Per le bevande analcoliche la sugar tax vale 10 euro per ettolitro sui prodotti finiti con almeno 25 grammi di zucchero per litro, e 0,25 euro al chilogrammo per i prodotti da diluire con almeno 125 grammi di zucchero per chilo. Per il primo anno di applicazione è prevista una misura ridotta, intorno a 5 centesimi al litro e 13 centesimi al chilo.

Chi è il soggetto passivo

L'imposta è dovuta dal fabbricante nazionale o dall'importatore: chi produce o confeziona bevande zuccherate in Italia, o le introduce nel territorio nazionale a fini commerciali. Il distributore non versa l'imposta, ma se la ritrova nel prezzo d'acquisto.

Perché interessa anche chi non la versa

Un distributore non è soggetto passivo, quindi non compila dichiarazioni né versa nulla. Il punto è un altro: quando l'imposta parte, i listini d'acquisto si muovono. Cinque centesimi al litro su una referenza da 1,5 litri sono meno di dieci centesimi a bottiglia, ma su un pallet diventano decine di euro, e su un anno di rotazione diventano una voce di margine.

Il problema tipico non è l'aumento in sé: è il momento in cui arriva. Se il listino fornitore cambia a gennaio e i tuoi listini di vendita restano quelli di dicembre, per qualche settimana stai vendendo sotto il margine che credi di avere — su tutte le referenze zuccherate, senza accorgertene.

Cosa fare in questo anno di tempo

  • Sapere quante delle tue referenze superano la soglia di 25 grammi di zucchero per litro: è l'unico modo per stimare l'impatto prima che arrivi.
  • Avere listini di vendita collegati ai listini d'acquisto, così che una variazione a monte si veda subito sul margine per riga.
  • Poter aggiornare i prezzi per gruppo di prodotti e non uno alla volta: se l'imposta parte, riguarderà decine di codici insieme.
  • Verificare quali clienti hanno prezzi personalizzati bloccati da contratto: sono quelli su cui l'aumento resta a carico tuo.

Se la misura verrà abrogata, avrai comunque fatto un lavoro utile: sapere quali referenze reggono il margine e quali no è la base per qualsiasi trattativa con i fornitori, tassa o non tassa.

Fonti

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